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Come internet ha modificato la comprensione narrativa

La morte dell’autorialità e la nascita del lettore indiretto

 

 

Se dovessimo tracciare l’identikit del lettore moderno, dovremmo descriverlo come colui che rifiuta generalmente la carta stampata, l’odore di un libro nuovo, le lunghe file in coda in una libreria e preferisce a questo tutto ciò che è digitale, digitalizzato e digitalizzabile. Il mutamento della figura del lettore ha avuto una forte ricaduta anche sulla comprensione di un testo scritto.

Infatti, la comprensione narrativa assume proprietà del tutto nuove con l’avvento di Internet e dei social media.

Da un lato, internet ha chiaramente favorito la moltiplicazione dei testi che sono stati precedentemente digitalizzati e messi in rete. In questo processo il Fear of missing out (FoMO) e l’autorialità hanno avuto un’importante ricaduta sul Sé. Nello specifico, l’FoMO indica l’ossessione di visitare compulsivamente i social network per guardare cosa fanno gli altri, il bisogno di essere sempre connessi con il mondo online per paura di perdersi qualcosa e di essere tagliati fuori dal gruppo. L’esclusione sociale può, infatti, condurre a vivere in un perenne stato d’ansia e a bassa autostima.

La sovrabbondanza di testi in rete e la facilità con cui ci se ne può appropriare ha agevolato il “copia e incolla”. Spesso a questa appropriazione non segue una rielaborazione. Si assiste, quindi, alla morte dell’autorialità in quanto è impossibile risalire a chi ha scritto materialmente un testo.

Inoltre, i testi che leggiamo in rete assumono un carattere frammentario perché il lettore del web è per sua natura distratto. L’uomo moderno soffre la mancanza di tempo e si sente in dovere di correre ancora più in fretta, ma non per raggiungere un obiettivo, bensì per non perdere posizioni nel mondo. Dal momento che non può allungare la propria vita, la allarga svolgendo compiti in parallelo, eppure il multitasking, l’utilizzo di più dispositivi in contemporanea, non fa altro che ridurre la nostra capacità di concentrazione. 

 

 

Dall’altro lato assume importanza un fenomeno chiamato “il lettore indiretto”.

Il significato che attribuiamo ad un testo è la somma di ciò che l’autore ha detto e i commenti che hanno fatto gli altri su di esso o sull’autore. Con l’avvento del web si assiste alla crescita dell’apparato paratestuale a discapito di quello testuale. È più facile imbattersi nelle diverse interpretazioni o commenti di un testo che nel testo stesso.

Questa sproporzione tra paratesto e testo ha una ricaduta sul modo in cui vengono trattati i fatti.

Ciascun testo è anche un’interpretazione di un altro testo e spesso un testo funge da paratesto per un altro. La conseguenza di questa sproporzione è la nascita del lettore indiretto, ovvero di colui che è entrato in contatto con un testo certamente non di prima mano. Questo lettore non ha letto/ascoltato il testo originale, ma ha letto/ascoltato degli intermediari che gliene hanno parlato.

La pratica più diffusa è, pertanto, quella di attingere al paratesto piuttosto che al testo, in quanto risulta molto più facile. Il testo originario tende, quindi, a scomparire. Ciò che ne rimane è l’interpretazione o giudizio di altri sul testo essendo i lettori indiretti più di quelli diretti.

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